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I governi nazionali non hanno voluto dare una Costituzione all’Europa.

L’Unione europea non è una vera unione politica perché paralizzata dal veto dei singoli Stati nazionali e priva delle risorse necessarie per fare le politiche economiche, sociali e ambientali di cui i cittadini hanno bisogno.

Fino a quando non avrà un governo e una Costituzione federale, l’Europa non potrà svolgere un ruolo efficace nel mondo a favore della pace, della giustizia, della democrazia e dello sviluppo sostenibile e continuerà a subire le iniziative delle grandi potenze.


Noi cittadini europei rivendichiamo:

  • un governo europeo responsabile di fronte al Parlamento europeo, al quale attribuire poteri limitati ma reali in materia di politica economica, estera e di sicurezza;
  • il voto a maggioranza in tutte le materie di competenza dell’Unione e che questa venga dotata delle risorse necessarie a fare quelle politiche che i singoli Stati non sono più in grado di svolgere con efficacia;



e per questo chiediamo che

  • i partiti presentino alle elezioni europee programmi europei di governo che facciano propri gli obiettivi qui indicati e designino il loro candidato alla Presidenza della Commissione europea;
  • il Parlamento europeo, la Commissione europea e i governi nazionali – o un’avanguardia di governi se l’unanimità non è possibile – usino il loro potere d’iniziativa per convocare una Convenzione democratica costituente con il mandato di redigere una Costituzione federale europea;
  • tale Costituzione sia approvata da una doppia maggioranza di cittadini e di Stati dell’Unione mediante un referendum europeo ed entri in vigore tra i Paesi che vogliono procedere verso l’Unione federale dell’Europa.

 

 
Federazione Europea o Catastrofe Economica!

L’America agisce mentre l’Europa convoca un timido G4.

La crisi finanziaria che, partita dagli Stati Uniti, sta investendo per contagio l'Europa ed il mondo intero, è prima di tutto una crisi di fiducia: crolla la fiducia nel mondo della finanza e delle banche, guidato dalla miopia, dalla speculazione e dalla vanità; svanisce la fiducia nella politica e nei governi, incapaci di governare la globalizzazione per il bene dell'intera umanità, termina la fiducia nelle regole internazionali e nelle capacità auto-regolativa del mercato mondiale, si spegne la fiducia nell'ideologia neoliberista della deregulation e della privatizzazione, nel futuro degli investimenti, dell'occupazione, delle politiche sociali, della sicurezza.

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Il no irlandese non rappresenta la volonta’ del popolo europeo

L’Italia ratifichi subito il trattato di Lisbona e vada avanti con chi ci sta!

Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico. I governi europei non hanno imparato nulla dai propri errori. Dopo aver fatto fallire il progetto di Costituzione europea con un metodo di ratifica antidemocratico, che consente ad un solo Stato di far bloccare l’intero processo, hanno ripetuto il medesimo errore con il Trattato di Lisbona.

Non è vero che i cittadini francesi, olandesi e irlandesi sono contro l’Europa. Vogliono un’Europa diversa da quella che viene loro proposta. Vogliono un’Europa democratica in cui far sentire la loro voce ed essere ascoltati.

I governi europei non solo hanno riproposto, con il Trattato di Lisbona, un progetto di Unione ancora più complicato di quello della Costituzione europea, ma hanno insistito nella ratifica all’unanimità, ignorando che nessuna istituzione politica può funzionare se uno solo dei suoi membri può far valere l’esorbitante potere di veto nei confronti di tutti gli altri. Se i governi europei vogliono veramente un’Unione democratica, come chiedono i cittadini, devono cominciare a introdurre il principio del voto a maggioranza nella procedura di ratifica. Una doppia maggioranza di Stati e di cittadini dell’Unione deve poter andare avanti, anche se una minoranza si oppone. Questa è la democrazia.
 

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